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L’enogastronomia sarda grande protagonista del turismo italiano

Bell’Italia Sardegna, Alessandro Collini presenta lo speciale 2018: “l’importanza della comunicazione nel turismo”.

“La Sardegna non è un posto scontato, non tutti la conoscono. Si deve fare rete e comunicare”. Questa la ricetta di Alessandro Collini, responsabile inserzionista di Bell’Italia – Speciale Sardegna, oramai da 29 anni il prodotto editoriale che maggiormente riscuote successo tra i turisti di tutto lo Stivale. Figlio di Olimpia Matacena, scomparsa prematuramente di recente, che ha portato lo Speciale ad altissimi livelli, Alessandro ha proseguito sulla stessa riga tracciata dalla madre. Pubblicato come da tradizione da Cairo editore, lo Speciale Bell’Italia-Sardegna è anche il più longevo dei volumi, con ben 31 edizioni in 29 anni.
Ma è più un onore o un onere proseguire il lavoro fatto negli anni da Olimpia? “Spero un giorno di arrivare ad avvicinarmi a quello che era lei. Ha iniziato in tempi in cui fare pubblicità era un altro mondo. E se io oggi ho l’opportunità di seguire le sue tracce è proprio grazie a lei che ha aperto la strada. Per il sottoscritto è solamente un onore far questo lavoro, ovvero comunicare la Sardegna. L’errore più grande che si commette oggi è pensare che il turismo, esattamente come il “brand-Sardegna”, si venda da solo”. Hai trovato difficoltà a far capire agli imprenditori l’importanza della comunicazione? “Purtroppo si, ho trovato molte difficoltà nel far comunicare la Sardegna. Mi rincresce, anche se io sono solo un portavoce, e che cerca aziende che vogliano investire in comunicazione. Una “mission” che è sempre stata tale, perché noi in Sardegna non capiamo o non valutiamo il reale valore della comunicazione. Mi è capitato di girare in lungo e in largo l’Isola: secondo diversi imprenditori sardi tutto si vende da solo. Basta dire Sardegna e tutto magicamente diventa attrattivo? Favole. La realtà è che si deve capire che sul mercato esiste una concorrenza: che studia, si informa, lavora, fa marketing e addirittura si procaccia i turisti. E non essendoci consapevolezza non è sufficiente per essere sul mercato ed essere competitivi”. E’ un problema diffuso in tutti i settori… “Le racconto un aneddoto: io ho vissuto per tanti anni all’estero. E quando mi capitava di parlare di Sardegna, mi chiedevano dove fosse. I più istruiti, o almeno la maggior parte, mi chiedevano se fosse vicino alla Sicilia, o alla Grecia oppure alla Croazia. Ecco qui: la realtà è che nessuno conosce la Sardegna”. Ma è più un discorso di crisi economica oppure di reale incapacità di capire il valore della comunicazione? “Credo che sia un discorso più culturale che economico. Siamo nel 2018, e deve essere chiaro che l’obiettivo finale sia posizionare il prodotto Sardegna sul mercato. Nella nostra miopia diamo per scontato che la conoscano tutti. Oggi i turisti hanno moltissima scelta, e viaggia e si informa. Baleari, Turchia, Grecia, Malta: tutte destinazioni che possono concorrere a portarci via turisti, cioè economia. Oggi la Sardegna vive di luce riflessa, perché le altre destinazioni – a causa di pericoli-attentati sono di fatto off limits. Dobbiamo essere in grado di guardare oltre, nella speranza che il turismo in Sardegna vada bene anche quando le altre destinazioni si riprenderanno”. Bell’Italia-Speciale Sardegna compie 29 anni. Qual è il tema di questa edizione numero 31? “Il tema di questa edizione 2018 è il cibo. Non per nulla il titolo è “Il sapore delle vacanze”. Il turista vuole conoscere il territorio a 360 gradi. Dall’enogastronomico, alla conoscenza della bellezza e da un punto di vista storico del territorio. Oramai il turismo non è più solamente il visitare i luoghi, ma anche conoscere la storia, la cultura e la tradizione. Il che vuol dire anche assaggiare i vini e i prodotti tipici locali della cucina. Logicamente, se poi ci mettiamo a vendere prodotti di altre Regioni poi non è facile convincere i turisti dicendo loro di venire in Sardegna. La “sardità” è un valore che dobbiamo far risaltare”. Bell’Italia nel suo piccolo, da ben 29 anni, porta avanti il progetto di un turismo enogastronomico di altissimo livello, trovando imprenditori interessati nell’investire nel turismo di qualità. E chi può raccontare la Sardegna ai turisti di fuori meglio di sardi doc? Ed ecco dunque che in questa edizione 2018 ci saranno come al solito meravigliose fotografie e articoli scritti da giornalisti sardi. Professionisti che però vivono quotidianamente nella realtà sarda”. E quindi torniamo al punto di partenza: onori e oneri… “Beh, siamo le Regione che pubblica lo speciale più antico d’Italia e forse l’unico che fa ogni anno il suo speciale per la Regione. Tutto merito di mia mamma, e la conferma del grande lavoro svolto in questi anni arriva direttamente dall’Editore Urbano Cairo. Se trovasse storto qualcosa non lo rifarebbe”. Quali i consigli che ti senti di dare? “Io sono un uomo positivo, cerco sempre di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno. Le nuove generazioni hanno il dovere di rendersi conto che le collaborazioni dovranno esserci. Lo abbiamo visto al Cibus di Parma, tra gli imprenditori del settore enogastronomico: senza collaborazione non si va nessuna parte. Qui in questi giorni il Consorzio del Prosciutto di Parma mette un elicottero a disposizione dei grandi acquirenti, per far visitare loro i territori e l’intera filiera di produzione. Forse l’assenza di una collaborazione è il nostro più grande difetto. Se superiamo le divisioni possiamo andare lontano”.

Ricette di Sardegna

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