Niente più pesca di ricci in Sardegna per i prossimi tre anni.
Vittoria delle associazioni ambientaliste e di Ricette di Sardegna che da tempo aveva lanciato un appello per impedire il consumo indiscriminato
La pesca dei ricci verrà vietata in Sardegna per i prossimi tre anni. Lo ha deciso il Consiglio Regionale Sardo accogliendo le istanze di molte associazioni ambientaliste e anche del nostro gruppo “Ricette di Sardegna” che da sempre si è battuto perché questa specie fosse tutelata dal consumo indiscriminato.
Secondo la norma approvata dalla massima assemblea sarda ed inserita all’interno della legge Omnibus, trascorsi 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non sarà più possibile pescare, commercializzare e lavorare i preziosi ricci di mare.
Il loro destino sembrava infatti ormai segnato e probabilmente questo provvedimento è arrivato giusto in tempo per permettere il ripopolamento della specie, se solo si pensa che un riccio per raggiungere il diametro di 3 cm impiega due anni. A nulla sono servite, infatti, le regole precedenti che prevedevano la pesca solo in determinati periodi dell’anno e di esemplari che avevano un diametro di almeno 7 cm e un numero determinato per ogni singolo operatore.
Da anni, invece, come più volte ha denunciato anche il nostro sito, il loro consumo è avvenuto in maniera smodata. La moda di mangiare i ricci di mare appena pescati, magari da pescatori che improvvisavano banchetti lungo le coste è stata poi sostituita da un vero e proprio commercio organizzato, con battute di pesca incontrollate lungo tutte le coste, portando sui mercati esemplari sempre più piccoli e più giovani.
Perché i ricci sono considerati una vera e propria prelibatezza, un elemento principe per i menu di ristoranti, gastronomie, ma anche per industrie di trasformazione dei prodotti ittici. Una grande richiesta che ha favorito la pesca incontrollata e predatoria.
Il pericolo di estinzione è stato confermato anche da importanti studiosi e anche dal direttore dell’area protetta del Sinis, Massimo Marras che ora plaude al provvedimento convinto che tre anni di fermo siano necessari e forse appena sufficienti per ripopolare le coste di questo prezioso esemplare Marino.
Il provvedimento legislativo ha anche previsto degli aiuti per i pescatori con progetti mirati che li coinvolgerà nella bonifica delle coste e nel monitoraggio dei mari, auspicando un rapporto di collaborazione nell’interesse comune della salvaguardia delle specie marine e dell’ambiente naturale.
Il provvedimento scatterà il prossimo 16 gennaio. Per gli amanti della pasta ai ricci, c’è ancora poco tempo per gustarsi il piatto, sperando che fra tre anni ciò sia nuovamente possibile.

