Pasqua: trionfano i dolci tradizionali
Foto di Zia Peppina di Quartucciu.
Duemila imprese artigiane al lavoro per preparare i dolci tradizionali. Un economia che da lavoro a cinquemila persone. Il settore è in cerca di nuovi addetti, ne mancano 430.
Pardulas, tiriccas o tiliccas, pastissus e ancora amaretti, sospiri e tutte le nostre leccornie sono sempre i dolci preferiti dai sardi accanto a uova di cioccolato e colombe per le festività pasquali. Un industria dolciaia che conta nell’isola circa 2 mila imprse e 5 mila addetti, capaci di mantenere viva una tradizione di gusto e qualità.
Lo confermano i dati di confartigianato imprese Sardegna, associazione che sottolinea però la carenza di manodopera qualificata, mancano all’appello un terzo dei lavoratori necessari. Introvabili figure come pasticceri, gelatai, conservieri, panettieri e pastai.
“Sempre più attività continuano a trovarsi in difficoltà per
la mancanza di personale specializzato, soprattutto nei periodi di picco de consumi – afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – il pericolo, per gli artigiani, è che di fronte a questa scarsità di manodopera si inizi a ricorrere a soluzioni come i semilavorati o, peggio, ai prodotti surgelati già pronti, pur di assicurare la continuità produttiva. E’ una “scorciatoia”, ovvero un grave rischio che i professionisti dell’artigianato dolciario stanno cercando con determinazione di evitare”.
Nonostante si stia puntando sui giovani e sulla formazione, sebbene siano stati compiuti importanti progressi sul piano del welfare, tanti apprendisti, scoraggiati da ritmi e orari di lavoro spesso poco compatibili con le loro aspettative di equilibrio tra vita privata e professionale, rinunciano a un percorso lavorativo certo. “Il comparto dolciario artigianale sardo – prosegue Meloni – garantisce migliaia di posti di lavoro, contribuisce in modo rilevante all’economia locale e genera valore per il territorio. L’artigiano, quindi, rappresenta un elemento distintivo sul mercato grazie alla qualità che sa creare. È quindi essenziale preservare quel legame di fiducia che unisce da sempre artigiano e consumatore, un rapporto costruito su valori comuni e fiducia reciproca”.
Per Confartigianato Sardegna, chi sceglie un prodotto artigianale porta a tavola una storia, quella dell’impresa e delle persone che ci lavorano.
“Dobbiamo impegnarci per tutelare questa relazione, rafforzare la collaborazione con le scuole e continuare a raccontare l’importanza del nostro mestiere per lo sviluppo locale – conclude Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Sardegna.

