In forte espansione il cibo artigianale
Articolo di Alessandra Addari
Il cibo sardo viaggia in tutto il mondo. In piena espansione il settore dell’artigianato alimentare, mancano però le figure professionali dedicate
E’ in piena espansione il settore agroalimentare artigianale dell’isola. Lo confermano i dati di Confartigianato Imprese Sardegna : 873milioni di euro di fatturato, 2.700 imprese attive con 9.600 addetti, ma anche con il 40% delle figure professionali del settore che risulta introvabile.
Tra i prodotti preferiti pasta, pane, dolci, formaggi, carne, frutta, pesce e bevande, freschi o conservati, che quotidianamente vengono prodotti, confezionati e poi spediti in Italia e nel resto del Mondo.
“Questi dati raccontano di un artigianato alimentare che, con le sue particolarità, specialità e peculiarità, continua a essere il cuore pulsante, economico e sociale, di ogni zona dell’Isola – afferma
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – le nostre imprese, infatti, custodiscono tradizioni secolari e produzioni uniche”. “E’ un settore in piena crescita ed evoluzione e sempre più risponde alle esigenze di una clientela che, nel corso degli ultimi decenni, ha modificato e affinato i propri gusti e stili alimentari – continua Meloni – ed è merito di questi “artigiani del cibo” se i
prodotti sardi piacciono tanto anche all’estero, un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato”.
Qualità e tradizione perchè il vero “tesoro” isolano è composto da 274 prodotti agroalimentari tradizionali e 9 eccellenze a marchio europeo DOP, IGP e STG, tutti caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo.
Nello specifico la Sardegna ha il 2,7% dei prodotti alimentari di qualità riconosciuti dall’Unione europea mediante i marchi DOC (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica
Protetta) e STG. La lista ne comprende 9: agnello di Sardegna, Carciofo Spinoso di Sardegna, Culurgionis d’Ogliastra, Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Sardo, Olio di Sardegna, Zafferano di Sardegna e Sebadas.

La ricchezza del territorio sardo si declina anche in ben 274 prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), il 4,8% di tutto il patrimonio italiano, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e
stagionatura consolidate nel tempo: 100 paste fresche e panetteria, 68 prodotti vegetali, 20 carni, 21 formaggi, 21 prodotti della gastronomia, 20 prodotti di origine animale, 15 pesci e molluschi, 7
bevande e distillati, 1 grassi e 1 condimenti.
E i prodotti artigianali sardi sono compatibili anche con lo stato di salute delle persone. Infatti, secondo una recente rilevazione nazionale di Confartigianato, la quota di obesi nel nostro Paese è
pari al 9,8% della popolazione adulta, una percentuale che ci assegna il record dei più snelli tra i 7 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e il terzo posto tra gli Stati dell’Ocse (dopo Giappone e
Corea del Sud) dove il tasso medio di obesità è del 19,5%.
“Però, nonostante la crescita di produzione e vendita – sottolinea Meloni – il comparto deve affrontare numerose sfide significative come la crescente globalizzazione dei mercati, la contraffazione alimentare e le normative sempre più stringenti in materia di sicurezza alimentare”. Non ultimo la carenza di personale.

Tra le professioni alimentari più ricercate ci sono i panettieri, con il 59% delle posizioni difficili da reperire; seguono pasticceri e gelatai con il 49% di difficoltà, i macellai e pesciaioli con il 47%,
gli addetti alle macchine pasticcere e dolciarie con il 29%, gli addetti alle macchine confezionatrici con il 26% e tante altre figure professionali molto ricercate che portano la media generale al 40%.

