La cucina italiana patrimonio dell’Unesco
Articolo della Redazione
La cucina italiana è dal 10 dicembre patrimonio dell’Unesco. Un riconoscimento deciso da una commissione intergovernativa riunitasi a Nuova Delhi che ha valutato il nostro modo di cucinare e mangiare un fatto culturale, un sistema di valori profondamente radicato, un ponte tra generazioni e territori diversi.
Una sfida vinta anche dalle singole Regioni che come la Sardegna hanno partecipato attivamente agli eventi collaterali in preparazione della riunione Unesco.
La nostra isola si è infatti distinta per il suo radicamento con le colture del territorio, per la sua sostenibilità, genuinità e semplicità. Ha trionfato a Oslo e a Parigi e la notizia del riconoscimento Unesco non può quindi che inorgoglire anche i sardi e i tanti professionisti del settore che ogni giorno lavorano per mantenere alta la qualità dell’offerta.
“Oggi l’Unesco ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio dell’umanità. Siamo i primi al mondo a ottenere questo riconoscimento che onora quello che siamo e la nostra identità. Perchè per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. E’ molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza. La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione. Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in un capolavoro nella maestria dei nostri cuochi” – ha commentato la premier Giorgia Meloni. Come dargli torto. In Sardegna ogni piccolo centro tiene alle sue tradizioni particolari, le custodisce e le tramanda, anziani e giovani si ritrovano insieme davanti ad una tavola con un menu quasi immutato nel tempo, specie nei giorni di feste come il Natale, il cibo per noi è cultura e attaccamento alle radici.

