L’allergia da Nichel non proviene dagli alimenti
Articolo di Alessandra Addari
Un immunologo sardo smonta la teoria secondo la quale gli alimenti contenenti Nichel provocano reazioni allergiche
Basta diete rigide per evitare le conseguenze di una possibile allergia da Nichel: gamberi e cioccolato, fagioli, soia, prosciutto cotto e il lungo elenco di prodotti che contengono questo minerale possono tornare anche nelle tavole di chi è allergico. Non sono loro a creare le temute reazioni.
A dirlo con sicurezza è Paolo Fancello allergologo e immunologo sardo che ritiene la cosidetta Snas, la sindrome da ingestione da Nichel non comprovata da opportuni studi scientifici e perciò fino a questo momento non accettabile da chi si deve occupare di pazienti con risposte allegiche.
La natura della sintomatologia dunque deve essere cercata altrove e non negli alimenti.
Il Nichel secondo il dottor Fancello può dare solo effetti da contatto, come pruriti o dermatiti localizzate nelle parti in cui è stato appoggiato l’oggetto contenente il metallo.
Eruzioni cutanee diffuse, pruriti, orticaria come risposta del corpo ad un elemento considerato “nemico” possono essere ascritte ad altre cause, come per esempio una malattia autoimmune, l’ingestione di alcuni farmaci come gli antidolorifici o ancora a problmi ormonali. E’ li che bisogna cercare.
“Costringere i pazienti ad una dieta forzata, privandoli di una infinità di cibi, per altro gustosissimi è un errore che non va commesso – spiega il dottor Fancello – perchè priva il paziente di un piacere non risolvendo affatto il problema.
Nessuna rivista di valore scientifico ha mai parlato di questa sindrome, basta consultare la più importante biblioteca medica digitale la PUBMED dove non c’è nessun accenno alla SNAS” – conclude.
Un approccio diverso quello del dottor Fancello che potrà far tirare un sospiro di sollievo a quanti si sono sottoposti a diete rigide nella convinzione di evitare risposte allergiche da Nichel. Consultando infatti qualsiasi sito che si occupa di Snas si scopre che i cibi contenenti Nichel sono una infinità, persino quelli più innocui come fagioli, ceci o spinaci per non parlare di quelli più prelibati come le ostriche o il cioccolato ne contengono una quantità rilevante. Un elenco che se seguito alla lettera lascia poco spazio di scelta, costringendo chi lo vuole seguire ad un regime alimentare quasi monacale.

