Non solo Mamuthones: la rinascita di Mamoiada

DELICATISSIMO

Una rubrica di Francesco Fuggetta

francescofuggetta@hotmail.com

Riti ancestrali, specialità culinarie, ottimo vino e un territorio ricco di nuraghi, menhir e domus de janas. Un paese vivace per tutto l’anno, dai fuochi di Sant’Antonio alle Tappas

Quando si arriva a Mamoiada, si viene accolti all’ingresso dal suo simbolo, una maschera dei Mamuthones in versione gigante, ma in questa giornata impareremo che il paese barbaricino ha tanto altro da offrire. A farci da cicerone sarà il vicesindaco, Francesco Crisponi, e la visita non può che partire dall’affascinante Museo delle Maschere Mediterranee, che sorge proprio davanti alla chiesetta di San Giuseppe e alla fonte di Mamujone, l’antico rione che potrebbe aver dato il nome al paese.

Si inizia con un filmato che ripercorre la storia dei Mamuthones e degli Issohadores, e descrive la lavorazione delle maschere e la simbologia arcaica da cui nasce questa tradizione. Si prosegue poi in una sala dove è possibile ammirare tutte le maschere e i costumi utilizzati nel corso del carnevale nei diversi paesi della Barbagia. Infine, nella terza sala sono esposte le maschere dell’area del Mediterraneo, dal resto d’Italia alla Spagna, dalla Grecia alla Croazia: colori diversi, tessuti diversi, ma sempre lo stesso significato propiziatorio.

Per il pranzo ci fermiamo a S’Incontru, la pizzeria presa in gestione da Peppe Crissantu e dalla sua famiglia, dove mangiamo una gustosa grigliata di carne (bistecche e pancetta) con contorno di insalata verde, pomodori e patate fritte assolutamente deliziose. S’Incontru è noto per le sue ottime pizze, fra le quali una molto particolare: quella con la lingua di bue. Durante il pranzo, davanti a un bicchiere di Cannonau, Francesco Crisponi continua a raccontarci come è cambiato il suo paese nel giro di soli vent’anni: prima era un luogo devastato dalle faide, dove non c’era neppure un ristorante, ma ora che quel periodo cupo è finito stanno nascendo tanti negozi, ristoranti e bed and breakfast.

Molte attività hanno a che fare con la ristorazione e col vino: nonostante i soli 2.500 abitanti, sono oltre cento le cantine che producono rinomati Cannonau ma anche Granazza, un vitigno autoctono, bianco. C’è anche chi, come Sa Mariola, da questi due uvaggi produce delle deliziose marmellate. Concludiamo il pranzo a S’Incontru con una sebada col miele e un bicchierino di abbardente “pura”, ossia non aromatizzata – come spesso si usa – con anice o finocchietto selvatico.

Oggi Mamoiada è ricca di eventi: il principale è ovviamente il Carnevale, ma anche nel corso dell’anno non mancano le ricorrenze, sacre e profane. Il 17 gennaio si celebra Sant’Antonio Abate (Sant’Antoni de su O’u), una tradizione pagana, in seguito divenuta cristiana: la notte precedente avviene la prima uscita dei Mamuthones, che danzano attorno ai fuochi – uno per ogni rione, circa quaranta – accesi in ogni angolo del paese. C’è poi l’itinerario enogastronomico Autunno in Barbagia, all’interno del quale Mamoiada è sempre la tappa più visitata, e che qui prende il nome di Sas Tappas in Mamujada: nei primi tre giorni di novembre il paese è letteralmente preso d’assalto da migliaia di persone.

Sono sempre di più i turisti che, pur scegliendo la Sardegna per il mare, non rinunciano a visitare l’interno, e Mamoiada è sicuramente fra i paesi da non perdere, per vedere come dalle esperte mani di un artigiano vengano create le maschere di legno dei Mamuthones, o come dalle altrettanto abili mani delle signore più anziane del paese nascano il pane carasau, i macarrones de busa e i dolci tipici come le caschettas, i papassinos o s’aranzada.

Mamoiada può offrire tanto anche agli appassionati di archeologia, che possono visitare numerosi menhir (pedras fittas, come la Stele di Boeli e quella di Sa ‘e Mazzozo), fino a 32 nuraghi e una quarantina di domus de janas. Il nostro tour termina nel tardo pomeriggio, con una birra alla Locanda Sa Rosada, un antico casolare dell’Ottocento che ci auguriamo di scoprire meglio la prossima volta. Perché, data la straordinaria ospitalità, torneremo sicuramente.

 

DOPPIA LIBIDINE

Francesco: “Insieme alla grigliata, ho riscoperto il sapore delle vere patate fritte”

Alessia: “Da vera intenditrice di sebadas, ho apprezzato la qualità della pasta, del formaggio e del miele… deliziosa!”

Ricette di Sardegna

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