Su Coccoi presto avrà il riconoscimento del marchio IGP
Articolo di Alessandra Addari
Incontro al Ministero dell’Agricoltura. Un’altro passo avanti è stato fatto per il riconoscimento di un pane trai più iconici dell’isola: Su Coccoi.
Al Ministero dell’Agricoltura italiano a breve verrà indetta una riunione per stabilire modi e tempi di produzione de Su Coccoi, il pane tipico sardo fatto con semola di grano duro.
Ne verrà stablito il disciplinare di produzione e gli verrà assegnato con molta probabilità il marchio IGP, chiesto da tempo e dopo tanto lavoro dal Comitato promotore composto da diversi panificatori sardi che vorrebbero un’ ulteriore tutela sia dei produttori che dei consumatori.
Su Coccoi è sempre stato un elemento importante della cultura alimentare sarda, onnipresente nelle tavole delle feste, nei matrimoni o nei battesimi, per le festiità religiose. Preparato con semola di grano duro, viene lavorato pazientemente da mani sapienti per dargli forme simboliche e artistiche, a volte assumendo i tratti di una corona, altre quelle di un cuore stlizzato o di un volatile, riproponendo le pavoncelle così tipiche del nostro artigianato, a Pasqua lo si decora con le uova e diventa su coccoi con s’ou, ma una volta messo in forno l’effetto è sempre quello, all’esterno una crosta croccante e dorata che racchiude un cuore tenero di mollica bianca e compatta.
“Una tappa decisiva nel percorso per il riconoscimento della denominazione europea – sottolinea Maria Antonietta Dessi, coordinatrice progetto – l’incontro è infatti un passaggio fondamentale per verificare la rispondenza del disciplinare di produzione ai metodi leali e costanti previsti dalle normative europee”. Sarà l’occasione per dare lettura della proposta di disciplinare e acquisire eventuali osservazioni da parte di panificatori e i vari soggetti coinvolti. La partecipazione è aperta a comuni, organizzazioni professionali, produttori e operatori economici. L’istanza di riconoscimento è stata presentata dal Comitato promotore Pane Coccoi Igp presieduto da Gianfranco Porta, grazie al sostegno di Agris, Laore, associazioni di categoria tra cui quella dei panificatori, Accademia sarda lievito madre, Porto Conte Ricerche, Università di Sassari e Cagliari per ottenere una tutela legale contro le imitazioni e garantire ai consumatori l’origine e la qualità di uno tra i prodotti iconici dell’ Isola.
“Se tutto va bene, questa è l’ultima tappa poi si va a Bruxelles per il riconoscimento ufficiale – afferma Gianfranco Porta – il Coccoi racconta la storia dei territori, abbiamo lavorato tre anni per il marchio Dop, tutto il lavoro fatto non deve andare disperso e da parte dei panificatori, anche se l’ Igp non lo richiede, c’ è la forte volontà di portare avanti la tradizione con l’utilizzo di materie prime locali e lievito madre. È importante poter trasmettere e mettere in evidenza il carattere identitario di questo pane e il suo valore legato al gusto e all’aspetto salutare”. L’impegno del comitato è volto anche a far entrare sempre più il coccoi nella ristorazione. “Ma anche a puntare su figure che sappiano far emergere con i loro racconti l’unicità del prodotto e creare occasioni per poterlo degustare, ad accompagnare prodotti e piatti della Sardegna”

