Vendemmia 2025, un’annata tutta da scoprire
Articolo della Redazione in collaborazione con Gilberto Arru
Gilberto Arru, enogastronomo di grande esperienza ci racconta l’annata 2025 attraverso un viaggio tra vigneti e cantine
Nel fare le previsioni del tempo c’è sempre un margine di errore dovuto agli improvvisi cambiamenti di temperature, pressione e venti. Ma la tecnologia negli ultimi decenni ha ridotto tantissimo le possibilità di errore. E’ una sicurezza in più per le popolazioni e soprattutto per l’agricoltura che risente molto dell’andamento climatico. Questo non esclude che anche nella nostra isola gli improvvisi, seppur rari, mutamenti climatici possono condizionare il raccolto e di conseguenza la qualità del prodotto finale. Le persone che ho intervistato hanno voluto sottolineare che va tutto va bene, per alcuni benino, per altri meno bene. La cautela, in piena vendemmia, non è mai troppa e si spera in un’annata, se non ricca ma di ottima qualità. La vite è una pianta che si adatta facilmente alle diverse qualità di terreno e ai microclimi; talvolta la prolungata siccità può danneggiare non solo il raccolto dell’annata in corso ma anche delle annate successive. Le dichiarazioni degli intervistati evidenziano una situazione a macchia di leopardo. Solo a fine vendemmia si potranno avere i dati reali sulla quantità di uve raccolte e le rese in vino. Per esperienza non faccio previsioni sulla qualità, preferisco esprimere il mio libero pensiero quando il vino avrà completato il ciclo di maturazione e di affinamento e sarà in bottiglia. Per Andrea Pala, giovane e talentuoso enologo con diverse consulenze, soprattutto in Gallura, va tutto bene ma stranamente alcune vigne di vermentino sono in ritardo. Gianluigi Minai delle Tenute Evaristiano, nell’oristanese, lamenta un leggero calo di produzione ma la qualità è buona, in linea con lo scorso anno. Ferruccio Deiana, zona Parteolla, ha iniziato a vendemmiare le uve bianche e già prevede un calo consistente, alcune vigne hanno prodotto poco più di 40 q.li per ettaro, ma le uve sono sane e di ottima qualità. Nella zona del Cannonau, a Dorgali Michele Canzittu è soddisfatto per la qualità delle uve, con giusto grado di maturazione e, nonostante il caldo, la buccia non è stata intaccata. In primavera, in un areale, c’è stato un attacco di peronospora prontamente bloccata, in altre zone si è intervenuti con l’irrigazione di soccorso. Il Sulcis da qualche anno sta soffrendo perché si registra un continuo calo nelle rese e nelle produzioni, per il sulcitano Marco Pinna la qualità è buona e i trattamenti sono stati minimali; in diversi areali si registrano malattie, soprattutto l’oidio. Per Paolo Savoldo di Fradiles, nel cuore del Mandrolisai, buona produzione, le vigne hanno sofferto un po’ ma con le frequenti e salutari escursioni termiche, non hanno danneggiato il raccolto e le recenti piogge hanno aiutato ad arricchire il grappolo, in qualità e quantità, sarà migliore del 2023 e 2024. Nelle aziende L’Ariosa, dislocate tra il Sassarese, Nurra e Romangia, per voce di Marco Rau, l’annata è precoce, molto anticipata, ma soddisfatti perché la qualità delle uve finora vendemmiate si mantiene alta, anche se leggermente inferiore all’anno scorso. Dall’oristanese per Mauro Contini, è presto per fare un bilancio, ma si attesta sulle vendemmie di qualche anno fa, è già incoraggiante sapere che sarà migliore del 2024. Dobbiamo solo aspettare, ma sono sicuro che anche il 2025 ci darà belle e gustose soddisfazioni.

